Viviamo in un mondo iperconnesso, dove ogni momento può essere condiviso, commentato, e paragonato. In questo contesto, la FOMO (Fear of Missing Out), ovvero la paura di essere esclusi, è diventata un’esperienza sempre più comune, soprattutto tra adolescenti e giovani e adulti che trascorrono molto tempo online. Ma cos’è davvero la FOMO, quali sono i suoi effetti sulla salute mentale e come si può affrontare con l’aiuto della terapia cognitivo-comportamentale?
Il presente articolo approfondisce il fenomeno, offrendo strumenti pratici per gestirlo. Lo psicoterapeuta Fulvio Gregori, attivo a Roma in zona Marconi e nei pressi dei quartieri Portuense, Monteverde, Trastevere, San Paolo e Magliana, riceve presso il suo studio privato dove accoglie persone che desiderano superare ansia, insoddisfazione e senso di esclusione legati al confronto continuo con gli altri.
Il bisogno costante di essere “dove sono gli altri”
Chi sperimenta FOMO tende a pensare che la propria vita sia meno interessante o meno significativa rispetto a quella degli altri. Basta un post sui social, una storia Instagram o un messaggio in un gruppo per attivare emozioni di ansia, tristezza o inadeguatezza. La paura non è tanto legata alla singola occasione persa, ma all’idea di essere sempre un passo indietro.
I sintomi più comuni includono:
- Controllo compulsivo dei social per verificare “cosa ci si sta perdendo”.
- Difficoltà a disconnettersi, con la sensazione che “offline” equivalga a invisibilità.
- Confronti continui, che alimentano la sensazione di non valere abbastanza.
- Sensazione di vuoto e perdita di significato dopo l’uso prolungato del telefono.
Questi stati mentali possono diventare cronici, interferire con la qualità della vita e contribuire allo sviluppo di disturbi come l’ansia generalizzata, la depressione o la dipendenza da social media.
I pensieri che alimentano la FOMO
La psicoterapia cognitivo-comportamentale considera centrale il ruolo dei pensieri nel generare emozioni e comportamenti. Chi soffre di FOMO è spesso vittima di distorsioni cognitive, ovvero modi di pensare automatici e poco realistici.
Alcuni esempi ricorrenti:
- “Se non partecipo, perderò qualcosa di irripetibile.”
- “Tutti si divertono tranne me.”
- “Devo essere sempre aggiornato per non sentirmi escluso.”
Questi pensieri vengono percepiti come veri, anche quando non lo sono. Con il tempo, diventano abitudini mentali che minano la fiducia in sé e impediscono di apprezzare ciò che si ha. La buona notizia è che questi pensieri possono essere affrontati!

Strategie per gestire la FOMO
Affrontare la FOMO non significa “disconnettersi per sempre”, ma imparare a usare i social e il tempo online in modo consapevole, dando valore alla propria esperienza personale. Ecco alcune strategie cognitivo-comportamentali efficaci che vengono spesso utilizzate in terapia:
- Monitoraggio dei pensieri
Annotare i momenti in cui si sente il bisogno impellente di controllare cosa stanno facendo gli altri. Questo permette di iniziare a distinguere tra situazioni reali e interpretazioni soggettive. - Messa in discussione delle credenze automatiche
Domandarsi: “Questa cosa è davvero importante per me o è solo apparenza?” oppure “Sto basando il mio valore su ciò che fanno gli altri?”. Queste domande aiutano a ridurre l’impatto emotivo dei pensieri distorti. - Allenare la presenza nel qui e ora
Spostare l’attenzione dal confronto con gli altri alla propria esperienza diretta. Attività semplici come una passeggiata, leggere un libro o un momento di silenzio possono contribuire a ridurre il bisogno di evasione digitale. - Ridefinire i propri obiettivi personali
Identificare ciò che davvero conta nella propria vita, al di là delle apparenze. Lavorare su obiettivi autentici aiuta a sentire di avere una direzione, riducendo la sensazione di mancanza. - Gestione graduale del tempo online
Impostare dei momenti della giornata senza social, creare giornate digital detox o usare applicazioni che limitano l’uso del telefono sono ottimi modi per riappropriarsi del proprio tempo mentale.
Il supporto psicoterapeutico con il dott. Fulvio Gregori
Chi sente che la FOMO ha un impatto significativo sulla propria qualità di vita può beneficiare di un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale. Il dott. Fulvio Gregori, psicologo e psicoterapeuta a Roma, offre percorsi individuali mirati, pensati per aiutare la persona a riconoscere i propri pensieri, ridurre l’ansia da esclusione e migliorare la gestione del tempo online.
Il suo studio si trova in zona Marconi, facilmente raggiungibile da Portuense, Trastevere, Monteverde, San Paolo e Magliana. Fulvio Gregori lavora anche online, per chi preferisce un percorso a distanza o ha difficoltà a spostarsi.
Durante la terapia:
- Si lavora per riconoscere i pensieri automatici negativi legati al confronto sociale.
- Si sviluppano nuove abitudini mentali più equilibrate e realistiche.
- Si valorizza il senso personale di identità, al di là dello sguardo degli altri.
- Si costruisce un rapporto più sano con il tempo, la tecnologia e la socialità.
Quando chiedere aiuto
Se la FOMO inizia a condizionare le proprie emozioni quotidiane, le relazioni o il lavoro, può essere utile parlarne con un professionista. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno strumento pratico, scientificamente fondato ed efficace per ritrovare equilibrio, autonomia emotiva e benessere.
Il dott. Fulvio Gregori è disponibile per una prima consulenza conoscitiva, in cui valutare insieme le difficoltà e proporre un percorso costruito su misura, in un contesto empatico e professionale.

